Le altre meraviglie italiane che l'UNESCO vede a rischio
Le altre meraviglie italiane che l'UNESCO vede a rischio
Se le Dolomiti sono entrate nel patrimonio mondiale dell’umanità dell’unesco, altri beni - l’italia vanta il primato di 44 siti tutelati - rischiano di esserne estromessi. Nel documento approvato a fine giugno a Siviglia, infatti, l’agenzia dell’Onu punta l’indice contro il centro storico di Napoli e l’area delle ville palladiane, nella provincia di Vicenza.
Da tre anni l’unesco aspetta il piano di gestione per la salvaguardia dei monumenti storici del capoluogo partenopeo, gravemente degradati. Quanto al tratto Valdastico Sud dell’autostrada 431, cinquanta chilometri che collegheranno il Basso vicentino alla provincia di Rovigo, l’organizzazione
prende atto «con inquietudine» dello stadio avanzato del progetto e chiede la sospensione dei lavori. «Quando un sito viene iscritto nel patrimonio mondiale è come se fosse firmato un trattato internazionale» spiega Giovanni Puglisi, presidente della commissione italiana per l’unesco. «La zona è fotografata così com’è, ogni variante successiva rimette in discussione la decisione presa». Il piano casa varato dal governo Berlusconi, centomila alloggi in cinque anni, è una minaccia per i siti italiani tutelati? «La legge in sé» conclude Puglisi «non è buona o cattiva: il piano casa può essere uno strumento di sviluppo o deturpare città e territorì. Dipenderà da come lo gestiranno gli enti locali e il mondo ecclesiastico».



