
Spero che questo marchio possa unire realtà fin qui concorrenti. Se non collaboriamo, sarà un fiasco e dovremo andare a nasconderci per generazioni. Il riconoscimento Unesco è una responsabilità, un valore da difendere e non solo da sfruttare a fini turistici» avverte il Re degli Ottomila, Reinhold Messner, tra i principali testimonial dell’operazione. «Le Dolomiti sono di per sé già un marchio e questa dev’essere l’occasione per aumentare la tutela della loro bellezza. Ho proposto, ad esempio, di arrivare gradualmente alla chiusura al traffico privato di Val Gardena, Val Badia e Val di Fassa. Niente auto dalle 9 alle 16, nuovi parcheggi e solo mezzi pubblici. Così la gente capirà che le montagne sono silenzio e tranquillità, non vanno aggredite, non vanno girate tra gas di scarico e clacson, ma vissute con lentezza». Messner, che si è offerto anche da mediatore tra le province interessate, va oltre: «Senza la cultura dell’autosufficienza dei nostri contadini, non avremmo il fascino di queste vette. Perciò vorrei che il governo reintroducesse a tutta la zona l’istituzione (rimasta solo in Trentino) del maso chiuso, che prevede di non frammentare le proprietà agricole. Il patrimonio va tramandato integro e non diviso tra cento famiglie.