



E’ da sottolineare che la raccolta è vietata nei parchi naturali e che pertanto è proibita nel Parco di Paneveggio. Queste zone sono comunque segnalate da apposite tabelle.
La raccolta è consentita in tutti i giorni della settimana per una quantità massima di 2 chilogrammi al giorno per persona di età superiore ai 10 anni. I bambini sotto i 10 anni possono raccogliere funghi solo se accompagnati da un familiare in possesso dei documenti necessari: anche in questo caso resta il limite massimo di 2 chilogrammi per persona. Il limite massimo di 2 chilogrammi non vale quando un solo fungo superasse questo peso. La raccolta di funghi è possibile solo durante il giorno, mentre è vietata dalle ore 19,00 fino alle 7,00.
E’ vietato distruggere o danneggiare i funghi sul luogo di raccolta, così come usare per la raccolta rastrelli, uncini ed altri mezzi che possano danneggiare l’humus del terreno. E’ obbligatorio pulire sommariamente i funghi sul posto dove vengono raccolti e trasportarli soltanto con contenitori forati e rigidi (cestelli e simili). La legge prevede sanzioni per eventuali trasgressori. La denuncia dell'attività di raccolta può essere eseguita presso uno qualsiasi dei sette Comuni della Valle di Fassa o mediante versamento della somma dovuta con gli appositi bollettini postali, reperibili anche presso gli Uffici Turistici della Valle.
La raccolta dei funghi è regolamentata in Trentino dalla Legge Provinciale n° 16 dei 6 agosto 1991. Ne ricordiamo di seguito i punti principali.
1 Il raccoglitore deve munirsi di un permesso di raccolta rilasciato dal Comune nel quale viene effettuata la ricerca. Sono esentati dall'obbligo del permesso di raccolta i residenti in Provincia di Trento o i proprietari di aree boschive non inferiori ad un ettaro (questi ultimi solo sui terreni di proprietà).
2 La raccolta è limitata a due chilogrammi al giorno per persona di età superiore ai dieci anni. Il limite di due chilogrammi non si applica se il singolo esemplare supera da solo questo peso.
3 La raccolta può essere effettuata solo dalle ore 7 alle ore 19.
4 È vietato danneggiare o distruggere i funghi e usare nella raccolta mezzi che possono arrecare danno al terreno
5 I funghi vanno puliti sommariamente sul posto di raccolta e trasportati solo in contenitori rigidi e forati (es.: cestini); è vietato servirsi di sacchetti di plastica o simili!
6 I Comuni possono rilasciare permessi speciali per i censiti che fanno dei funghi una fonte di lavoro e sussistenza.
7 La raccolta può essere vietata dal proprietario del fondo con l'apposizione di tabelle recanti il divieto.
8 Sono previste delle sanzioni pecuniarie per chi non osserva i dettami della legge.
Molte raccomandazioni valide per le escursioni all'aria aperta sono utili anche per la raccolta dei funghi. Eccone alcune:
Capita spesso di incontrare funghi a noi sconosciuti e che tuttavia ci incuriosiscono. Cosa fare in questi casi?
Tre o quattro esemplari in diversi stadi di sviluppo saranno generalmente sufficienti per l'identificazione. Nel caso si sospetti che il fungo raccolto possa essere pericoloso è importante conservarlo separatamente dagli altri, per evitare che qualche frammento venga inavvertitamente ingerito. Un buon metodo per conservare un fungo per uno studio successivo è quello di avvolgerlo in un involucro di carta stagnola; riposto in frigorifero (non in freezer!) manterrà le sue caratteristiche per almeno due o tre giorni. Un buon testo illustrato potrà in molti casi suggerirci l'identità dei fungo. È tuttavia sconsigliabile consumare dei funghi a noi non ben noti in mancanza della conferma dl un esperto.
È vero!
È falso!
Tra le numerose specie di funghi che è possibile incontrare nei boschi trentini ve né sono alcune particolarmente pericolose, in grado di causare avvelenamenti mortali. Presentiamo un sintetico profilo di tre tra i funghi più pericolosi: è importante che ogni raccoglitore impari a riconoscerli e ad evitarli.
È questo il fungo che ha causato la maggioranza delle intossicazioni mortali. Si tratta di un elegante fungo di dimensioni medie (il cappello raggiunge i 10 cm di diametro), con colorazioni verdastre sul cappello, bianche sulle lamelle e sul gambo, che tuttavia è ornato da decorazioni zebrate con colori al cappello. Importante per il riconoscimento è la presenza, alla base del gambo della volva (una sorta di piccolo sacco) e di un anello a gonnellino sul gambo. È una specie molto comune in presenza di latifoglie, diffusa in Trentino e su tutto il territorio italiano. Attenzione! Esiste una varietà totalmente bianca di questa specie, anch'essa mortale.
Specie meno conosciuta della precedente perché mena diffusa, è altrettanto pericolosa. Questo fungo è di colore totalmente bianco, è dotato di una volva e il suo gambo è decorato da delle fioccosità bianche cotonose. Il cappello rimane quasi sempre un po' chiuso e di forma irregolare. Cresce preferibilmente sotto l'abete rosso o la betulla nei boschi di montagna, quasi sempre sopra i 1000 m di quota.
È probabilmente il meno conosciuto tra i funghi mortali, pur essendo un fungo molto comune e sempre più diffuso in Trentino. Cresce preferibilmente sotto l'abete rosso o il pino silvestre, ma viene talvolta trovato anche nei boschi di latifoglia. Le sue dimensioni non sono grandi (il cappello difficilmente supera i 6-7 cm di diametro). Il cappello presenta una caratteristica forma conica e le colorazioni sono monotone, marrone rugginoso in ogni parte. Sul gambo sono tuttavia evidenti delle zebrature giallastre, molto importanti per il riconoscimento della specie.