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Vacanze a tema

Le frazioni di Moena

Moena ha cinque frazioni disseminate tra i boschi e i prati: Someda, Sorte, Forno, Medil e Penia. Alcune sono piccolissimi borghi, abitati da pochissime persone, come nel caso di Penia e Medil, mentre altre sono dei paesini, come nel caso di Forno, Someda e Sorte.

Come vuole la tradizione cristiana della Val di Fassa, in ogni località si erge una piccola chiesa, dove gli abitanti possono recarsi per pregare e dove vengono ancor oggi effettuate le varie cerimonie e messe.   

SOMEDA (1275 M.) 

La frazione, molto panoramica e sempre esposta al sole, sembrerebbe prendere il suo nome dalla montagna che ha alle spalle, il Piz Meda.

La sua chiesa, dedicata ai Santi Rocco, Sebastiano e Fabiano, sorge nella piazzetta del paesino ed è circondata da alcuni tabià, parte dei quali ristrutturati e adibiti ad abitazioni. Il più imponente di tutti è il “Tabià della gnesa”, con un lungo ballatoio in grossi tronchi e una facciata completamente in tavolato. Molto interessante è la “Casa dei Conti Somedi”, uno degli edifici più antichi della frazione, probabilmente del XVI secolo, ritenuto all’epoca lo stabile più importante, completo di cantine, magazzini e prigioni. Altra costruzione che merita attenzione è la “Casa Valerio Batesta”, edificio veramente singolare: realizzato nel XVIII secolo, si distingueva enormemente dai classici tabià perché ruppe gli schemi architettonici tipici che prevedevano l’uso del legno e venne costruito completamente in pietra, con tre archi d’entrata per il magazzino e il fienile. Inoltre questa casa, fino a poco tempo fa, vantava sulla facciata sud un affresco di Valentino Rovisi, staccato però dalla parete nel 1993 a seguito di perizie sull’edificio che, in continua erosione, rischiava di rovinare l’opera. Oggi l’affresco si trova presso il comune di Moena, dove è conservato con il consenso del proprietario.

SORTE (1256 M.) 

Sorte
Situata ai piedi del Sas da Ciamp e completamente immersa nel verde dei suoi prati, Sorte offre uno dei panorami più suggestivi di Moena.

La frazione è abitata da poco più di 100 persone, le cui case si sviluppano tutte attorno alla chiesa di San Giuseppe, eretta nel 1685 e consacrata nel 1703 dal vescovo di Trento Giovanni Michele Spaur. La presenza di alcuni antichi fienili riesce a trasmettere ancora oggi quell’antica atmosfera contadina caratterizzante la frazione fino a poco tempo fa.

Tra Moena e Sorte, nel bel mezzo di un prato, sorge il capitello dedicato a San Marco, opera di Valentino Rovisi, restaurato nel 2001, raffigurante un evangelista per ogni suo lato.

FORNO (1156 M.) 

Il nome di questa frazione ha delle radici storiche: nel XIII secolo alcuni minatori di origine bellunese si stabilirono nella zona e allestirono dei forni per la fusione del ferro estratto dalle miniere dei Monti Mulat e Vezzena.

Le miniere non vennero abbandonate fino al XVI secolo, quando si arrestarono i lavori di estrazione che vennero poi ripresi a fine ‘800, ma che cessarono nuovamente e definitivamente nel 1950. Purtroppo non c’è nessuna traccia di questi forni, ma resta comunque una testimonianza non concreta nella lingua ladina parlata dalla gente di Forno, che ha delle cadenze tipiche del dialetto di Belluno.

Di notevole interesse in questa piccola frazione, la “Ciasa Topani” e la “Casa De Silvestro”, entrambe parti di uno degli antichi quartieri della Comunità di Fiemme. Nella prima, sono notevoli l’affresco, eseguito nella prima metà del ‘600, la piccola veranda in legno e l’entrata a volta con scalini in pietra viva; nella seconda, colpiscono le particolari decorazioni in stile neo classico e l’affresco datato 1792.

La chiesa di Forno, dedicata a San Lazzaro, è l’unica tra le chiese delle frazioni di Moena ad avere un suo cimitero adiacente.

MEDIL (1363 M.) 

Quest’antico borgo, arroccato lungo i pendii dei prati sopra Forno, venne probabilmente insediato ancor prima della frazione sottostante.

Anche Medil, come ciascuna frazione di Moena, ha una sua piccola chiesa, dedicata a Sant’Anna. Nel passeggiare lungo il cammino si può vedere la grande bomba aerea, probabilmente caduta da un velivolo e recuperata dai tedeschi, risalente alla prima guerra mondiale.

PENIA (1468 M.) 

Minuscola frazione sopra Sorte, raggiungibile con una piacevole passeggiata nel bosco, Penia, meglio nota come Peniola, è il posto ideale per coloro che desiderano passare qualche ora nella quiete più assoluta. Il piccolissimo borgo ospita una chiesetta dedicata a San Giovanni Nepomuceno e una malga dove si possono assaggiare i piatti tipici della cucina ladina.

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