Chiese di Moena

La forte appartenenza religiosa di Moena

La cultura religiosa in Val di Fassa è molto sentita e si esprime attraverso le numerose chiese, capitelli votivi, crocifissi e statue presenti in tutti i paesi. Le chiese inoltre rappresentano vere e proprie opere d'arte e sono testimonianze di un passato religioso profondo e molto sentito.

Chiesa di San Vigilio 

Il primo documento scritto di Moena riguarda la consacrazione della chiesa di San Vigilio, avvenuta nel 1164 per mano del Vescovo di Trento Adalpreto, alla quale ne succedettero delle altre in seguito ad ampliamenti nel 1216 e nel 1534.

Tra il 1727 e il 1728 venne restaurato il campanile e nel 1735 venne eretta la cappella del S. Sepolcro, decorata, come altre parti della chiesa, dal pittore moenese Valentino Rovisi. Questa cappella, che terminava con una Via Crucis esterna, venne poi demolita nel 1820 per permettere di prolungare la chiesa con l’aggiunta di altre due cappelle.

Il 1872 vide un secondo restauro del campanile, questa volta da parte del Comune di Moena, mentre un ulteriore ampliamento della chiesa voluto dal parroco don Giovanni Iori, reso necessario dalla popolazione in continuo aumento e dal crescente afflusso di presenze di turisti, ebbe inizio nel 1929 e terminò nel 1931, quando la chiesa assunse quello che è il suo aspetto attuale.

Chiesa di San Volfango 

La chiesa di San Volfango, situata a lato della chiesa principale, è probabilmente l’edificio sacro più antico di Moena.

Ancora oggi non si sa con certezza quando questa sia stata innalzata: c’è chi sostiene che risalga al 1025 e chi ritiene invece che la consacrazione del 1164 della chiesa di San Vigilio si riferisse a questa chiesa, alla quale sarebbe poi stato cambiato nome nel 1400 ca.

All’interno questo piccolo edificio ospita diversi affreschi della seconda metà del ‘400 recentemente restaurati e  opera di un artista ignoto, un crocefisso, probabilmente seicentesco, anche questo di autore ignoto, e lo splendido soffitto in legno dello scultore moenese Giovanni Guadagnini.

La chiesa merita di essere visitata, ma per farlo è necessario prender parte alle visite guidate gratuite organizzate solitamente il martedì. 

Chiesa della Madonnina 

La chiesa della Madonnina risale al 1713 e venne costruita per volere di don Valerio Sommavilla, che la dotò di un beneficio patrimoniale destinato alla sua conservazione.

L’edificio è in stile barocco a pianta ottagonale e al suo interno si trova un pregevole altare dipinto con pala lignea da Giovanni Felicetti, artista proveniente dalla Val di Fiemme.

La chiesa era ed è rimasta una proprietà privata, nelle mani ancor oggi della famiglia del suo fondatore.

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